Commento al Vangelo

Catechesi di Don Stefano

Pasqua 2020 la vicinanza dei nostri Don

 

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Cari amici sono don Stefano il vostro parroco. Anche se non ci vediamo da molto tempo, volevo iniziare assieme la settimana più importante dell’anno. Infatti la chiamiamo la settimana santa. Se vi ricordate abbiamo sempre incominciato le celebrazioni con la processione delle Palme. Per alimentare un po’ la fantasia, ho messo in questo video dei piccoli dipinti, che ci aiutano a andare a quel giorno, quando Gesù è entrato a Gerusalemme sulla sella di un asino. Tutta la gente era in festa perché avevano sentito che Gesù aveva un cuore buono che guariva i malati, che resuscitava i morti, che non urlava con chi aveva fatto qualcosa di male. Molti erano colpiti dal suo grande Amore pieno di perdono. Pensate che gli abitanti di Gerusalemme erano così contenti di averlo in città, che misero sulla strada dove passava i loro mantelli, come anche quando noi oggi usiamo nelle celebrazioni grandi, importanti, un lungo tappeto rosso perché deve passare una persona importante. Ma la cosa più grande Secondo voi di questa festa qual è?
Ve lo dico io
Non ci crederete ma è l’asino, si proprio l’asino, proprio lui, perché Gesù ha chiesto un asino, per entrare nella settimana più importante della vita.
Che belo, allora possiamo anche noi aiutarlo. Siamo fatti un po’ tutti asini. È vero? siamo un po’ testoni, quando ci impuntiamo non ci muoviamo, magari abbiamo poca voglia di studiare. Però quando è ora, per amore siamo capaci di fare cose grandi, semplici perché quest’asino non ha fatto una cosa grande, era grande perché era semplice. Ha portato sulle spalle Gesù.
Così allora buona settimana santa a tutti, e anche se non ci sentiamo un po’ tutti asini, dobbiamo essere contenti, perché Gesù prima di cercare le persone importanti di Gerusalemme, ha cercato un asinello, che lo aiutasse a incontrare i volti di tutti gli abitanti.

Don Stefano


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Carissimi ragazzi nel venerdì santo ricordiamo le sofferenze che Gesù che ha sopportato e la profondità del suo amore per noi, non lasciamo allora che questo giorno passi come un qualsiasi altro giorno dell’anno in questo venerdì santo come vuoi accompagnare Gesù? Vuoi essere discepolo? Vuoi essere magari uno che guarda da lontano?. O forse vuoi essere il suo giudice?
Ci sono tanti modi di esserci. Vuoi essere di quelli che vogliono venderlo, o di quelli che gli danno una mano. Seguirlo da lontano, o arrivare fino alla croce, essere uno che si lava le mani o uno che lava il volto di Gesù, vuoi eliminarlo o lasciarti trovare a lui. Magari vuoi vederlo soffrire. O sei disposto a soffrire con lui, vuoi essere di quelli che compiono gli ordini, o contagiarti dei suoi sentimenti essere coloro che lo abbandonano, o di quelli che ci sono. Essere di quelli che lo deridono o di quelli a chi gli fa male la sua condanna, essere coloro che non sanno quello che fanno, o di quelli che vogliono fare la sua volontà. essere di quelli che permettono la ingiustizia, o di quelli che sanno che lui è giusto. Nella passione ci sono tanti modi di esserci, fermo, penso, decido come ti piacerebbe essere presente nella passione di Gesù questo venerdì santo come Giuda come Pietro, come soldato come sommo Sacerdote. Come Ponzio Pilato come Maria la madre di Gesù Come Barabba? come Maria Maddalena come la Veronica come il Fariseo come il discepolo far parte del Popolo come giudice.
Decidi tu, prendiamoci il tempo per contemplare il profondo significato della morte di Cristo sulla croce.

Don Cristian


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Cari amici del catechismo oggi Gesù ci invita a sederci a tavola con lui. Il giovedì Santo durante quella che noi chiamiamo L’Ultima Cena Gesù attorniato dai suoi Apostoli ha preso del pane e una coppa di vino e ha pronunciato le parole: Questo è il mio corpo e poi questo è il mio sangue, fate questo in memoria di me.
Questo dono è l’anticipo di quello che avverrà sulla croce di Gesù la sua offerta il dono della sua vita al padre e a noi uomini. Perché Gesù ricordatevelo non ci dà qualcosa, ma ci dona sé stesso. Gesù è il dono per eccellenza e dato che vuole rimanere sempre con noi proprio durante quella cena ha istituito dei ministri dei suoi servitori, i diaconi i sacerdoti, i vescovi con il compito di rendere presenti Gesù attraverso il pane e il vino consacrati in tutto il mondo con il compito di essere la trasparenza dell’amore di Dio. Gesù prima dell’ultima cena ha compiuto il gesto della lavanda dei piedi. Egli che è Dio si è fatto Servo per noi, lui vuole servire l’uomo è così insegna anche a noi a diventare servi. Proprio lui che ha detto Non sono venuto per essere servito, ma per servire. Gesù si è fatto servo, si è fatto pane per farci capire che noi siamo la cosa più importante per lui che è Dio e può avere tutto desidera solo il nostro cuore.
Gesù desidera te.
Questa Pasqua che stiamo per vivere nelle nostre case possa essere il motivo per dire a Gesù: anch’io ti desidero e ti amo, non voglio altro che te.
Carissimi amici, vi auguro un buon giovedì santo in particolare ai ragazzi che avrebbero dovuto celebrare la loro prima comunione quest’anno.

Don Giovanni

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